La sovranità digitale è tornata al centro delle scelte pubbliche e private. Questo articolo racconta come una decisione di Washington, gli algoritmi che decidono chi vende e una dipendenza storica dal software commerciale si incrocino nella vita reale di associazioni, banche, venditori e amministrazioni pubbliche. Qui si spiega cosa è successo, perché conta e quali scelte pratiche restano aperte.
Quando una lista estera cambia l’accesso al conto e mette alla prova la sovranità digitale
Il 26 agosto il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha inserito Autistici/Inventati nella lista SDN come Specially Designated Global Terrorist. L’inserimento si è basato sull’Executive Order 13224. La designazione impedisce alle persone e imprese statunitensi di fare transazioni con il soggetto Questa misura ha una seconda dimensione: la sezione 1(b) consente misure contro enti stranieri che facilitino transazioni significative, esponendo banche estere al rischio di restrizioni sul sistema finanziario americano. Banca Etica ha sospeso il conto di Autistici/Inventati dopo quella designazione. La banca ha spiegato che ha sospeso il conto per il rischio di sanzioni secondarie, non per anomalie antiriciclaggio nel rapporto cliente. La Unità di informazione finanziaria per l’Italia ha però chiarito che le liste OFAC non creano automaticamente obblighi di congelamento in Italia. La presenza nelle liste OFAC non equivale a un ordine di congelamento previsto dall’ordinamento
La legge italiana richiede una base normativa europea o nazionale per misure di congelamento dei fondi.
Il codice civile italiano stabilisce che il correntista può disporre delle somme a suo credito. Tale diritto è valido salvo un titolo giuridico nazionale o comunitario che imponga il contrario. Questa distinzione è cruciale: il rischio economico di perdere accesso al sistema in dollari può convincere una banca a interrompere i servizi. Ma il vincolo giuridico in Italia resta differente e richiede norme chiare o autorizzazioni della Commissione europea per violare il divieto del Regolamento ‘Blocking Statute’.
Gli algoritmi che plasmano mercati e diritti mostrano il prezzo politico della regolazione
L’esperienza europea con le grandi piattaforme mostra che il controllo degli accessi digitali ha impatti reali. La casella Buy Box di Amazon assorbe oltre l’80% degli acquisti su ogni scheda prodotto. L’Autorità italiana ha irrogato una sanzione di 1.128.000.000 euro per abuso del meccanismo che favoriva venditori che usavano la logistica proprietaria. Rimanere fuori dalla Buy Box può far vendere una frazione minima rispetto a prima. Amazon ha impugnato e i ricorsi hanno rallentato l’esecuzione delle sanzioni: il Tar ha ridotto l’ammontare a circa 752.000.000 euro e il contenzioso è passato per il Consiglio di Stato e la Corte di giustizia, dimostrando che la giustizia è spesso più lenta dell’algoritmo. Il 23 luglio la Commissione europea ha sanzionato Google per 890.000.000 euro per autopreferenza nei risultati di ricerca e nei servizi di viaggio. Google ha annunciato l’8 settembre modifiche alla presentazione dei risultati in Europa, definendole peggiorative per gli utenti.
L’attivazione di regole ex ante come il Digital Markets Act è la risposta alla lentezza del diritto antitrust.
Il Digital Markets Act nasce anche dalla consapevolezza che procedimenti di sette anni lasciano l’algoritmo libero di consolidare vantaggi. Tuttavia, anche il nuovo regime impiega tempo: le procedure della Commissione possono superare l’anno e restano impugnabili. Le norme procedurali come il regolamento 2019/1150 offrono strumenti ai singoli venditori. Ma non smontano da sole meccanismi di posizionamento automatico che incidono sulle attività economiche quotidiane.
Sovranità digitale comincia dai PC della Pubblica Amministrazione e richiede scelte concrete
Il dibattito sulla sovranità digitale non è teorico perché il 90% dei sistemi client in Europa è Microsoft Windows o Apple MacOS. Il restante 10% è Linux o altro. Un monopolio di fatto sui sistemi operativi crea un punto di vulnerabilità sistemica. La lezione storica della monocoltura agricola in Irlanda ricorda che comodità e non-scelta portano a dipendenze pericolose. Questo è visibile nella Pubblica Amministrazione. Politiche di acquisto e offerte di licenze hanno orientato i funzionari verso soluzioni proprietarie, rendendo difficile migrare verso alternative open source senza investimento. Il tentativo del Comune di Monaco di migrare a Linux fallì in parte per resistenza operativa e incentivi di mercato.
Le scelte sugli ambienti informatici della PA hanno ricadute su sicurezza, interoperabilità e autonomia politica. Se il software o i servizi cloud subiscono decisioni esterne, i servizi pubblici possono subire interruzioni. Le decisioni esterne includono ritiri di prodotti o limitazioni imposte da norme straniere che possono danneggiare i diritti dei cittadini. Un percorso credibile di sovranità digitale richiede investimenti mirati in competenze, acquisti pubblici che privilegino compatibilità e opzioni, e una strategia normativa che coordini regole europee, obblighi contrattuali e protezioni per chi rischia di perdere accesso ai servizi bancari o di mercato. La sovranità digitale si costruisce con scelte tecniche, giuridiche e politiche coordinate.
La partita resta aperta e bisogna decidere se difendere l’autonomia delle reti e dei servizi con norme più forti. Bisogna anche prevedere sostegno alla migrazione tecnologica e procedure rapide per intervenire sugli algoritmi che modellano economie. Le scelte fatte ora determineranno se singoli soggetti pagheranno il conto quando regole esterne si incontrano con codici, banche e mercati.
Fonti:
- Sanzioni Usa, lo scudo europeo alla prova del caso Autistici/Inventati | agendadigitale.eu
- Autistici/Inventati, una sanzione Usa basta a bloccare un conto in… | agendadigitale.eu
- Google sfida il DMA: il prezzo politico della sovranità digitale… | agendadigitale.eu
- Buy Box, il potere di Amazon che cinque anni di ricorsi non hanno… | agendadigitale.eu
- Software e patate: perché la sovranità parte dai PC della PA | agendadigitale.eu
Punti chiave
Da ricordare
- La designazione OFAC del 26 agosto non crea automaticamente obblighi di congelamento in Italia.
- La Buy Box di Amazon canalizza oltre l'80% degli acquisti su una scheda prodotto e ha generato sanzioni miliardarie ancora in contenzioso.
- Il Digital Markets Act interviene per ridurre i danni che procedimenti lunghi e contenziosi lasciano agli algoritmi.
- Il 90% dei sistemi client in Europa è Windows o MacOS, creando un punto di vulnerabilità sistemica.
- Occorre una strategia pubblica per migrare infrastrutture critiche verso soluzioni meno dipendenti da fornitori esterni.